L’ASAT e l’ALAT sono due transaminasi sistematicamente dosate in un bilancio epatico, ma la loro interpretazione non si limita a verificare se il valore supera il limite superiore del laboratorio. La localizzazione tissutale di ciascun enzima, il contesto metabolico del paziente e le soglie stabilite cambiano radicalmente la lettura dei risultati.
Soglie di laboratorio e soglie cliniche: un disallineamento sottovalutato per l’ALAT
La maggior parte dei laboratori di analisi fissa il limite superiore dell’ALAT tra 35 e 55 U/L a seconda della tecnica utilizzata. Questi limiti statistici, calcolati su popolazioni di riferimento eterogenee, non riflettono necessariamente un fegato sano.
Dal 2023, la Dichiarazione di Nara della Japan Society of Hepatology raccomanda di considerare che un’ALAT superiore a 30 U/L giustifica già un’esplorazione, in particolare nei pazienti con un terreno metabolico (diabete, obesità, sindrome metabolica). Questa soglia, ben al di sotto delle norme indicate dalla maggior parte dei laboratori francesi, mira a individuare più precocemente una steatosi epatica metabolica iniziale.
In pratica, i medici di base rassicurano i pazienti la cui ALAT si colloca a 40 o 45 U/L perché il risultato appare nella fascia “normale” del referto. È proprio questo il tranello: un risultato nei limiti del laboratorio non esclude un danno epatico se il contesto clinico lo richiede.
Esplorare le differenze tra asat e alat in un bilancio ematico consente di comprendere meglio perché questi due enzimi non reagiscono allo stesso modo a seconda dell’organo colpito.

Specificità tissutale dell’ALAT e dell’ASAT: perché il rapporto ASAT/ALAT orienta la diagnosi
L’ALAT è principalmente citosolica e concentrata negli epatociti. La sua elevazione isolata punta quasi sistematicamente verso una sofferenza epatocellulare: steatosi, epatite virale acuta, tossicità medicamentosa diretta.
L’ASAT, al contrario, si distribuisce nel fegato ma anche nel miocardio, nei muscoli scheletrici, nei reni e nei globuli rossi. Una parte dell’ASAT epatica è mitocondriale, il che ha un’implicazione diretta: quando la necrosi cellulare è profonda (coinvolgimento mitocondriale), l’ASAT aumenta più dell’ALAT.
Il rapporto ASAT/ALAT come strumento di selezione
Il rapporto ASAT/ALAT (noto anche come rapporto di De Ritis) fornisce un’orientamento eziologico rapido:
- Rapporto inferiore a 1: l’ALAT domina, il che orienta verso una steatosi metabolica, un’epatite virale cronica o una tossicità epatica iniziale. Questo è il profilo più frequente in medicina di base.
- Rapporto superiore a 1: l’ASAT predomina, il che evoca un’epatite alcolica, una cirrosi consolidata o un coinvolgimento muscolare (rabdomiolisi, esercizio intenso, miopatia).
- Rapporto superiore a 2 con gamma-GT elevate: combinazione molto evocativa di un consumo alcolico cronico con danno epatico avanzato.
Questo rapporto perde il suo valore in caso di elevazione massiva di entrambi gli enzimi (superiore a dieci volte la norma), situazione in cui si sospetta un’epatite acuta severa, un’ischemia epatica o una tossicità da paracetamolo.
Transaminasi normali e steatosi metabolica: il falso negativo clinico
Uno dei tranelli più documentati negli ultimi anni riguarda la steatosi epatica metabolica (precedentemente NAFLD, ora MASLD). Transaminasi nei limiti del laboratorio non escludono una fibrosi epatica significativa.
Le raccomandazioni specialistiche insistono sul fatto che un paziente diabetico o obeso con ALAT e ASAT apparentemente normali deve comunque beneficiare di una valutazione della fibrosi. Due punteggi calcolati sono particolarmente utilizzati come prima intenzione:
- Il punteggio FIB-4, che combina l’età, l’ASAT, l’ALAT e il numero di piastrine per stimare il rischio di fibrosi avanzata.
- Il NAFLD Fibrosis Score, che integra inoltre l’indice di massa corporea, la glicemia e l’albumina.
- In caso di punteggio intermedio o elevato, l’elasticometria epatica (FibroScan) è raccomandata per confermare o escludere la fibrosi.
Raccomandiamo di non utilizzare mai transaminasi “normali” come unico argomento per rassicurare un paziente a rischio metabolico. La misurazione isolata delle transaminasi non è stata progettata per scremare la fibrosi, e il suo potere di esclusione in questo contesto è basso.

ASAT elevata senza danno epatico: le cause extra-epatiche da non trascurare
Un’elevazione isolata dell’ASAT con un’ALAT normale o poco aumentata deve far sospettare cause non epatiche prima di un bilancio epatologico approfondito.
La causa più frequente nella pratica comune è l’esercizio fisico intenso. Una sessione di sollevamento pesi o uno sforzo di resistenza prolungato possono elevare l’ASAT per 24-72 ore. La misurazione delle CPK (creatina fosfochinasi) consente di decidere: se le CPK sono proporzionalmente elevate, l’origine muscolare è quasi certa.
L’emolisi costituisce un altro tranello classico. L’ASAT essendo presente nei globuli rossi, qualsiasi emolisi (in vivo o anche in vitro, legata a un prelievo difficile) falsifica il risultato verso l’alto. Verificare l’haptoglobina e la bilirubina libera consente di escludere questa ipotesi.
Le lesioni miocardiche (infarto, miocardite) elevano anch’esse l’ASAT, sebbene la troponina abbia ampiamente soppiantato l’ASAT come marcatore cardiaco. In caso di ASAT elevata inspiegabile in un paziente senza fattori di rischio epatico, la misurazione della troponina rimane pertinente.
Farmaci e ASAT isolata
<p Alcune statine, alcuni antiepilettici e i macrolidi possono provocare un'elevazione moderata dell'ASAT per tossicità muscolare subclinica, senza danno epatico. Anche in questo caso, la misurazione delle CPK è discriminante.
La lettura di un bilancio ematico contenente ASAT e ALAT non si limita a confrontare due numeri con dei limiti di riferimento. La distribuzione tissutale di ciascun enzima, il rapporto di De Ritis, il contesto metabolico del paziente e i punteggi di fibrosi trasformano due semplici dosaggi in un vero strumento di selezione diagnostica, a condizione di interpretarli insieme e non isolatamente.



